Massimo Luciani

I Pilastri della Creazione visti dal telescopio spaziale James Webb (Immagine NASA, ESA, CSA, STScI; J. DePasquale, A. Koekemoer, A. Pagan (STScI))

I cosiddetti Pilastri della Creazione sono stati ritratti in alcune tra le immagini iconiche catturate dal telescopio spaziale Hubble. Ora il telescopio spaziale James Webb ha ottenuto viste ancor più dettagliate di quell’area di formazione stellare che fa parte della Nebulosa Aquila. La sensibilità agli infrarossi di Webb è in grado di vedere anche all’interno delle nubi di polvere in cui ci sono stelle neonate e aree in cui stelle sono in fase di formazione. Ciò non solo ha permesso di ottenere fotografie ancor più spettacolari ma anche di fornire molte nuove informazioni utili a migliorare i modelli riguardanti la formazione stellare.

Una rappresentazione artistica di Haumea con le sue lune Hiʻiaka e Namaka, che in realtà sono molto più distanti, e l'anello

Un articolo pubblicato sulla rivista “Planetary Science Journal” riporta i risultati di simulazioni che riproducono la possibile storia del pianeta nano Haumea che ha portato alla sua peculiare forma ovale. Un team di ricercatori ha usato i dati geofisici e geochimici disponibili su Haumea e sugli asteroidi che formano una famiglia assieme a questo pianeta nano per capire quali processi abbiano portato alla loro formazione ed evoluzione. Le simulazioni portano a una ricostruzione del processo che ha determinato la notevole velocità di rotazione di Haumea, che a sua volta ha portato alla sua forma odierna.

Il lampo gamma GRB221009A visto da Swift (Immagine NASA/Swift/A. Beardmore (University of Leicester)

Un lampo gamma da record è stato osservato grazie a una serie di telescopi spaziali e al suolo il 9 ottobre 2022. La rapidità del sistema di allerta globale esistente tra le organizzazioni astronomiche ha permesso di utilizzare parecchi strumenti per rilevare l’evento e le sue conseguenze nel corso dei giorni successivi. Catalogato come GRB221009A, è già stato definito il lampo gamma del secolo perché è stato molto potente anche per gli standard di questi eventi estremamente energetici. Potrebbe essere stato causato da una supernova che ha dato vita a un buco nero ma gli studi delle informazioni raccolte sono appena cominciati.

La navicella spaziale Crew Dragon Freedom sulla nave Megan (Immagine NASA TV)

Poche ore fa la navicella spaziale Crew Dragon Freedom di SpaceX ha concluso la sua missione Crew-4, o SpaceX Crew-4, per conto della NASA ammarando senza problemi. A bordo c’erano gli astronauti Jessica Watkins, Bob Hines, Kjell Lindgren e Samantha Cristoforetti, che avevano raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale nella notte tra il 27 e il 28 aprile e hanno fatto parte della Expedition 67 e 68. I quattro hanno terminato la quarta missione regolare con equipaggio di SpaceX nell’Oceano Atlantico al largo della costa di Jacksonville, in Florida. La Crew Dragon aveva lasciato la Stazione circa sei ore prima.

WR 140, la sua compagna e gli anelli attorno ad esse (Immagine NASA, ESA, CSA, STScI, JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta l’osservazione di ben 17 anelli di polvere attorno a WR 140, una cosiddetta stella di Wolf-Rayet che ha una compagna molto giovane e massiccia. Un team di ricercatori ha usato lo strumento MIRI del telescopio spaziale James Webb per studiare l’area attorno a questa coppia di stelle ottenendo risultati molto superiori a quelli di altri strumenti, che avevano individuato solo due anelli. Secondo i ricercatori, gli anelli vengono generati quando le due stelle sono più vicine e i loro venti stellari interagiscono violentemente causando la compressione del gas, che contiene anche elementi più pesanti dell’idrogeno e permette di formare polveri.