Astronomia / astrofisica

Concetto artistico della galassia WISE J224607.57-052635.0 (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive la scoperta della galassia più luminosa dell’universo effettuata usando i dati del telescopio spaziale WISE della NASA. Conosciuta come WISE J224607.57-052635.0, emette una luce pari a quella di oltre trecentomila miliardi di soli. Essa appartiene alla classe ELIRG (Extremely Luminous Infrared Galaxy), galassie estremamente luminose agli infrarossi, recentemente identificate grazie a WISE.

Foto delle rocce in equilibrio scattata dalla macchina fotografica OSIRIS della sonda spaziale Rosetta il 16 settembre 2014 (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Gli scienziati del team che si occupa della macchina fotografica OSIRIS della sonda spaziale Rosetta dell’ESA hanno scoperto una curiosa formazione di rocce nella regione chiamata Aker della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Esse sembrano del tipo rocce in equilibrio esistenti in vari luoghi sulla Terra e precisamente si tratta di tre rocce che sembrano avere un contatto molto ridotto con la superficie della cometa.

Alcune antenne dell'Owens Valley Long Wavelength Array (OV-LWA) con il centro della Via Lattea sullo sfondo (Immagine cortesia Gregg Hallinan. Tutti i diritti riservati)

Un nuovo radiotelescopio è stato da poco attivato in California, con base all’Owens Valley Radio Observatory (OVRO) del Caltech. È l’Owens Valley Long Wavelength Array (OV-LWA), un insieme di 256 piccole antenne sviluppato da un consorzio guidato dal Caltech che include il JPL della NASA, Harvard University, University of New Mexico, Virginia Tech e il Naval Research Laboratory. Il suo scopo è di osservare l’intero cielo 24 ore su 24 alle lunghezze d’onda radio lunghe, conosciute anche come basse frequenze.

Schema che mostra la galassia di Andromeda, l'alone che la circonda e il modo usato per misurarne la dimensione (Image NASA/STScI)

Un team di scienziati ha utilizzato il telescopio spaziale Hubble per misurare l’estensione dell’alone di gas the avvolge la galassia di Andromeda. Esso è risultato essere molto più grande del previsto arrivando a estendersi per circa un milione di anni luce dalla galassia. Ciò significa che arriva a circa metà della distanza che la separa dalla Via Lattea perciò se fosse visibile a occhio nudo la sua dimensione sarebbe circa cento volte quella della Luna piena. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sulla rivista “Astrophysical Journal”.

Concetto artistico dell'esopianeta 55 Cancri e che mostra come la superficie sia parzialmente fusa prima e dopo l'attività vulcanica (Immagine NASA/JPL-Caltech/R. Hurt)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive uno studio sull’esopianeta 55 Cancri e che sostiene che sulla sua superficie vi sia un’attività vulcanica estremamente violenta. La conseguenza è che la temperatura non solo è molto elevata ma ha sbalzi che vanno dai 1.000° ai 2.700° Celsius. Tra gli autori dell’articolo c’è il Dottor Nikku Madhusudhan dell’Istituto di Astronomia dell’università britannica di Cambridge, che sta studiando 55 Cancri e da tempo e ha già pubblicato uno studio in cui sostiene che questo esopianeta potrebbe contenere un diamante grande tre volte la Terra.