Astronomia / astrofisica

Concetto artistico di fusione tra due stelle di neutroni (Immagine A. Simonnet (Sonoma State Univ.) and NASA’s Goddard Space Flight Center)

Tre articoli pubblicati sulla rivista “Nature” e un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riportano vari aspetti degli studi condotti sul lampo gamma fuori dal normale catalogato come GRB 211211A. Vari team di ricercatori hanno usato osservazioni condotte con una serie di telescopi al suolo e spaziali per esaminare un evento che è durato oltre due ore dopo il lampo vero e proprio. In quel momento i rilevatori di onde gravitazionali non erano attivi ma le caratteristiche dell’evento indicano che l’origine è in una kilonova, un evento di fusione tra due stelle di neutroni.

HIPASS J1131–31 / Peekaboo, ingrandita nel riquadro (Immagine: scienza NASA, ESA, Igor Karachentsev (SAO RAS). Elaborazione immagine Alyssa Pagan (STScI))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio su una galassia nana catalogata come HIPASS J1131–31 che è relativamente vicina ma ha le caratteristiche di una galassia primordiale. Un team di ricercatori ha combinato osservazioni di vari telescopi spaziali e al suolo per confermarne la natura, incluso il telescopio spaziale Hubble. L’hanno soprannominata Peekaboo perché fa capolino dietro una stella luminosa che l’ha nascosta per molto tempo e ha reso difficile identificarla. Si tratta di una galassia davvero piccola ma le sue caratteristiche primordiali la rendono interessante per gli astronomi.

L'ammasso galattico SMACS-J0723.3-7327 visto dal telescopio spaziale James Webb

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta i risultati della più completa analisi della cosiddetta luce intracluster condotta finora. Mireia Montes e Ignacio Trujillo dell’Instituto de Astrofísica de Canarias (IAC) hanno usato il telescopio spaziale James Webb per osservare l’ammasso galattico SMACS-J0723.3-7327. In particolare, hanno sfruttato lo strumento NIRCam per rilevare la luce intracluster, che è estremamente fioca ma utile per studiare gli ammassi galattici in modi diversi rispetto alle osservazioni alla luce visibile. Si tratta di studi utili anche per capire la distribuzione della materia oscura.

Rappresentazione artistica dell'evento AT2022cmc (Immagine ESO/M.Kornmesser)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature” e uno sulla rivista “Nature Astronomy”, riportano diversi aspetti sullo studio del più lontano buco nero supermassiccio scoperto mentre divora una stella per poi emettere un getto di materiali accelerati a velocità vicine a quelle della luce. L’evento, catalogato come AT2022cmc, è per certi versi analogo a un lampo gamma ma è stato rilevato in diverse bande elettromagnetiche grazie al fatto che è puntato quasi esattamente verso la Terra. Si tratta del primo evento di questo tipo rilevato alla luce visibile perciò può offrire nuove informazioni sul comportamento di oggetti davvero estremi durante la distruzione di una stella che si è avvicinata troppo ad essi.

I resti di supernova DEM L 190 (Immagine ESA/Hubble & NASA, S. Kulkarni, Y. Chu)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble ritrae i resti di supernova catalogati come DEM L 190 o LMC N49 o con altre designazioni osservati nella Grande Nube di Magellano. I detriti prodotti dall’esplosione di una stella massiccia hanno formato quelli che dalla Terra appaiono delicati filamenti colorati. Quei materiali proiettati nello spazio interstellare potranno finire in altri sistemi stellari, forse anche in dischi protoplanetari che verranno arricchiti dagli elementi generati dalla stella progenitrice e dalla supernova.