Aziende / agenzie spaziali

navicella spaziale CST-100 Starliner Calypso di Boeing durante il recupero (Foto cortesia Boeing)

Boeing ha comunicato che i suoi ingegneri e tecnici stanno conducendo un esame approfondito della propria navicella spaziale CST-100 Starliner, atterrata il 22 dicembre dopo la fine prematura della sua missione Boe-OFT (Boeing Orbital Flight Test). L’esame include il recupero di tutti i dati registrati dai sistemi di bordo per ottenere risposte definitive sul problema che ha causato un errato inserimento in orbita circa mezz’ora dopo il lancio. Dopo l’atterraggio al White Sands Missile Range in New Mexico, il nome Calypso è stato proposto dall’astronauta Sunita Williams e rapidamente approvato, perciò sarà il nome ufficiale usato nelle prossime missioni, dato che la navicella è riutilizzabile.

Concetto artistico di lander sulla Luna (Immagine NASA)

La NASA ha presentato un concetto di lander lunare di medie dimensioni che potrebbe essere utilizzato durante le missioni da compiere nei prossimi anni all’interno del programma Artemis. Lo scopo è di riportare esseri umani sulla Luna ma le missioni con astronauti prevedono una serie di studi scientifici con l’obiettivo di creare una base stabile. Saranno necessari vari strumenti scientifici e rover che possano compiere esplorazioni sulla superficie lunare, carichi che possono essere portati sulla superficie da un lander di un tipo paragonato a un bancale (pallet). Una pubblicazione tecnica del concetto offre punti di riferimento per le industrie che collaborano con la NASA.

Concetto artistico di Spaceship con lander sulla Luna (Immagine cortesia SpaceX)

La NASA ha annunciato di aver selezionato altre cinque aziende all’interno del programma chiamato Commercial Lunar Payload Services (CLPS). Esse si aggiungono a quelle annunciate nel novembre 2018 per un totale di 14 aziende che potranno fare le loro offerte riguardo a proposte di fornitura di servizi di invio di vari tipi di carichi sulla Luna. Sono servizi di supporto al programma Artemis che ha lo scopo di riportare esseri umani sulla Luna. C’è la conosciutissima SpaceX, un’altra azienda che ha già contratti con la NASA come Sierra Nevada Corporation, un’azienda ambiziosa che però deve ancora mostrare cosa può fare come Blue Origin e due aziende meno conosciute come Ceres Robotics e Tyvak Nano-Satellite Systems Inc.

Jeff Bezos durante il suo annuncio (Foto cortesia Blue Origin. Tutti i diritti riservati)

Ieri, all’International Astronautical Congress 2019 in corso a Washington, D.C., Jeff Bezos, il fondatore di Blue Origin, ha annunciato un’alleanza della sua azienda con altri giganti del campo aerospaziale per collaborare nel programma Artemis della NASA e riportare esseri umani sulla Luna entro il 2024. Alla base della soluzione proposta, chiamata Human Landing System, c’è il lander lunare Blue Moon presentato dallo stesso Bezos nel maggio 2019.

Jeff Bezos e il modello del lander Blue Moon (Foto cortesia Blue Origin. Tutti i diritti riservati)

Ieri in un evento presentato da lui stesso, il proprietario dell’azienda aerospaziale Blue Origin Jeff Bezos ha rivelato il progetto di un lander lunare in grado di trasportare fino a 6,5 tonnellate di carichi ma anche esseri umani sulla Luna e di trasportare carichi e astronauti dalla Luna sulla Terra chiamato Blue Moon. Lo scopo è di offrire il proprio aiuto nel ritorno di astronauti americani sulla Luna e successivamente nel crearvi una presenza umana fissa.