Lanciatori

Il secondo gruppo di 60 satelliti Starlink al decollo su un razzo Falcon 9 (Immagine cortesia SpaceX)

Poco fa 60 satelliti della costellazione Starlink sono stati lanciati su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral. Dopo circa un’ora sono stati inseriti con successo nella loro orbita a circa 280 chilometri di altitudine tutti assieme per poi cominciare lentamente a disperdersi nell’area. Si tratta della seconda missione di SpaceX per mettere in orbita la costellazione Starlink per fornire una copertura globale di connessioni a Internet.

Il satellite Falcon Eye 1 al decollo su un razzo vettore Vega (Immagine cortesia Arianespace. Tutti i diritti riservati)

Poche ore fa un razzo vettore Vega è stato lanciato dalla base di Kourou, nella Guiana Francese, per mettere in orbita il satellite Falcon Eye 1 degli Emirati Arabi Uniti. Circa due minuti dopo il lancio, subito dopo quella che doveva essere l’accensione del secondo stadio c’è stata un’anomalia che ha causato il fallimento della missione. Si tratta del primo fallimento per il razzo Vega dopo 14 successi.

Il razzo Falcon Heavy di SpaceX al decollo nella missione Space Test Program-2 (STP-2) (Foto NASA/Joel Kowsky)

Era il primo mattino in Italia quando SpaceX ha lanciato da Cape Canaveral il razzo Falcon Heavy in una missione che prevedeva la messa in orbita di vari satelliti in orbita terrestre bassa e media. Il razzo più potente in attività ha lanciato satelliti per conto di NASA, aeronautica militare americana e altri enti, compresi nanosatelliti di classe CubeSat costruiti da studenti. La missione ha richiesto quattro accensioni del motore dello stadio superiore del razzo Falcon Heavy per immetterli nelle varie orbite richieste. La massa dei carichi da portare in orbita era relativamente piccola, circa 3,700 kg, ma il secondo stadio aveva bisogno di molto propellente per compiere tutte le manovre richieste per questa missione perciò è stata necessaria la spinta iniziale del Falcon Heavy.

Il satellite OCO al decollo su un razzo Taurus XL (Foto NASA)

Il Launch Services Program (LSP) della NASA ha reso note le conclusioni di una lunga indagine sul fallimento dei lanci dei suoi satelliti OCO e Glory avvenuti nel 2009 e 2011. In entrambi i casi l’ogiva in cima ai razzi che proteggeva i satelliti non si era separata e il peso extra aveva causato la ricaduta dei satelliti. Le indagini hanno evidenziato falsificazioni da parte dell’appaltatore Sapa Profiles, Inc. (SPI) che aveva fornito materiali difettosi con false certificazioni. L’indagine ha coinvolto il Dipartimento di Giustizia degli USA.