Stelle

HIPASS J1131–31 / Peekaboo, ingrandita nel riquadro (Immagine: scienza NASA, ESA, Igor Karachentsev (SAO RAS). Elaborazione immagine Alyssa Pagan (STScI))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio su una galassia nana catalogata come HIPASS J1131–31 che è relativamente vicina ma ha le caratteristiche di una galassia primordiale. Un team di ricercatori ha combinato osservazioni di vari telescopi spaziali e al suolo per confermarne la natura, incluso il telescopio spaziale Hubble. L’hanno soprannominata Peekaboo perché fa capolino dietro una stella luminosa che l’ha nascosta per molto tempo e ha reso difficile identificarla. Si tratta di una galassia davvero piccola ma le sue caratteristiche primordiali la rendono interessante per gli astronomi.

Rappresentazione artistica dell'evento AT2022cmc (Immagine ESO/M.Kornmesser)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature” e uno sulla rivista “Nature Astronomy”, riportano diversi aspetti sullo studio del più lontano buco nero supermassiccio scoperto mentre divora una stella per poi emettere un getto di materiali accelerati a velocità vicine a quelle della luce. L’evento, catalogato come AT2022cmc, è per certi versi analogo a un lampo gamma ma è stato rilevato in diverse bande elettromagnetiche grazie al fatto che è puntato quasi esattamente verso la Terra. Si tratta del primo evento di questo tipo rilevato alla luce visibile perciò può offrire nuove informazioni sul comportamento di oggetti davvero estremi durante la distruzione di una stella che si è avvicinata troppo ad essi.

I resti di supernova DEM L 190 (Immagine ESA/Hubble & NASA, S. Kulkarni, Y. Chu)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble ritrae i resti di supernova catalogati come DEM L 190 o LMC N49 o con altre designazioni osservati nella Grande Nube di Magellano. I detriti prodotti dall’esplosione di una stella massiccia hanno formato quelli che dalla Terra appaiono delicati filamenti colorati. Quei materiali proiettati nello spazio interstellare potranno finire in altri sistemi stellari, forse anche in dischi protoplanetari che verranno arricchiti dagli elementi generati dalla stella progenitrice e dalla supernova.

Arp-Madore 417-391, o semplicemente AM 417-391, assieme ad altre galassie e stelle

Un’immagine catturata dallo strumento ACS del telescopio spaziale Hubble mostra Arp-Madore 417-391, o semplicemente AM 417-391, una coppia di galassie che si stanno fondendo. Fa parte del catalogo Arp-Madore, che raccoglie galassie particolarmente peculiari nel cielo meridionale. Esso include coppie di galassie interagenti a livelli che possono arrivare a una fusione proprio come AM 417-391.

Lo strumento Advanced Camera for Surveys (ACS) è ottimizzato per la caccia a galassie e ammassi galattici nell’universo antico. La coppia AM 417-391 è lontana “solamente” 670 milioni di anni luce e rappresenta un eccellente oggetto di studio per gli astronomi interessati alle fusioni galattiche.

La stella divorata nell'evento AT 2020neh (Immagine NASA, ESA, Ryan Foley/UC Santa Cruz)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio su un cosiddetto evento di distruzione mareale, la distruzione di una stella da parte di un buco nero, in questo caso un candidato buco nero di massa intermedia. Un team di ricercatori ha catalogato l’evento come AT 2020neh e l’ha studiato usando il telescopio spaziale Hubble dopo la sua scoperta, avvenuta grazie allo Young Supernova Experiment (YSE), un’indagine condotta usando i telescopi Pan-STARRS. Buchi neri di massa intermedia sono rari, almeno per quanto ne sappiamo oggi, perciò ogni candidato scoperto può offrire nuove informazioni, anche sulla possibilità che si tratti di precursori di buchi neri supermassicci.