Ammoniaca nel possibile oceano sotterraneo di Plutone

Vista topografica di Plutone (Immagine P.M. Schenk LPI/JHUAPL/SwRI/NASA)
Vista topografica di Plutone (Immagine P.M. Schenk LPI/JHUAPL/SwRI/NASA)

L’ipotesi dell’esistenza di un oceano sotterraneo sul pianeta nano Plutone è stata riportata in auge da alcune ricerche basate sui dati raccolti dalla sonda spaziale New Horizons della NASA durante il volo ravvicinato del 14 luglio 2015. Generalmente l’ipotesi riguarda un oceano d’acqua ma William McKinnon, professore di scienze planetarie e della Terra alla Washington University di St. Louis e tra gli autori di diverse ricerche su Plutone, ha suggerito che l’oceano contenga molta ammoniaca.

William McKinnon è stato anche tra gli autori della ricerca sul riorientamento di Plutone causato dal peso del ghiaccio nel bacino di Sputnik Planitia, nella regione a forma di cuore. Proprio là sotto secondo l’ipotesi ci sarebbe o almeno ci sarebbe stato nel passato un oceano. Vari team di ricercatori hanno condotto simulazioni al computer per creare modelli dell’area allo scopo di cercare di capire cosa ci sia nel sottosuolo.

I dati disponibili sono tutt’altro che esaustivi perciò vari modelli possono adattarsi ad essi e tra quelli ce n’è uno che include la presenza di un oceano in cui c’è una notevole componente di ammoniaca. L’immagine topografica di Plutone con una codifica dei colori mostra in giallo e rosso le elevazioni e in blu e viola le depressioni, in particolare quella di Sputnik Planitia, dove potrebbe esserci l’oceano sotterraneo.

Secondo William McKinnon e altri suoi colleghi, quasi certamente c’è ammoniaca da qualche parte dentro Plutone perché è stata rilevata su Caronte, la più grande delle sue lune, e su una delle sue piccole lune. McKinnon pensa che sia sotto Sputnik Planitia, dove forma un oceano piuttosto nocivo, molto freddo e salato, quasi uno sciroppo. La presenza di un antigelo come l’ammoniaca permetterebbe di avere un oceano liquido a temperature decisamente più basse di uno formato quasi solo d’acqua.

Le ipotesi di William McKinnon vanno oltre provando a immaginare forme di vita esotiche in grado di vivere in un simile ambiente. Forme di vita simili a quelle terrestri possono tollerare solo una quantità limitata di ammoniaca perciò per vivere in un oceano come quello ipotizzato dovrebbero essere ben diverse.

Negli ultimi decenni vari scienziati hanno cercato di immaginare forme di vita basate su una biochimica diversa dalla nostra che potrebbero vivere nei mari di metano di Titano, la luna di Saturno, oppure nelle atmosfere dei pianeti giganti gassosi. Ora possiamo aspettarci speculazioni anche su forme di vita capaci di vivere in presenza di molta ammoniaca.

Tutto ciò è molto intrigante ma anche basato su deduzioni e speculazioni, non su rilevazioni dirette, e William McKinnon è il primo a dirlo. È per questo motivo che è tra gli scienziati che vorrebbero un’altra missione per studiare meglio Plutone e le sue lune. L’idea sarebbe quella di inviare una sonda spaziale costruita per entrare nell’orbita del pianeta nano con strumenti che possano studiare meglio la sua geologia.

Non perdeteci il sonno perché anche se una missione del genere fosse approvata oggi ci vorrebbe qualche anno solo per progettare e costruire la sonda spaziale. Soprattutto il viaggio sarebbe estremamente lungo: New Horizons ci ha messo quasi dieci anni a raggiungere Plutone per un volo ravvicinato a velocità elevatissima. Nel frattempo, gli scienziati continuano a studiare i dati disponibili.

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