Scoperta una stella piccolissima ai limiti della sostenibilità della fusione nucleare

EBLM J0555-57Ab paragonata con TRAPPIST-1, Giove e Saturno (Immagine cortesia Amanda Smith)
EBLM J0555-57Ab paragonata con TRAPPIST-1, Giove e Saturno (Immagine cortesia Amanda Smith)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la scoperta della stella EBLM J0555-57Ab. Si tratta della stella più piccola mai scoperta, con dimensioni molto simili a quelle del pianeta Saturno. La sua massa è circa 85 volte quella di Giove ma, pur essendo concentrata in un volume relativamente ridotto, ha a malapena massa e densità sufficienti a mentenere la fusione nucleare dell’idrogeno ed essere quindi una vera stella.

La stella EBLM J0555-57Ab è a circa 600 anni luce di distanza dalla Terra, nel vicinato in termini astronomici. stata scoperta solo ora perché è talmente piccola che la sua luce è estremamente fioca ed è sovrastata da quella della sua compagna EBLM J0555-57A, una stella che al confronto è enorme ma in realtà è poco più massiccia del Sole. Non a caso, questa minuscola stellina è stata scoperta durante una ricerca di esopianeti.

Il progetto WASP (Wide Angle Search for Planets) è un consorzio internazionale di organizzazioni accademiche che ha lo scopo di cercare esopianeti con i metodo del transito, quindi rilevando il tenue calo di luminosità che ha una stella quando un pianeta le passa di fronte. La sorpresa è arrivata quando le osservazioni del sistema EBLM J0555-57 hanno rivelato che a orbitare attorno alla stella c’era non un pianeta bensì un’altra stella che era davvero minuscola.

EBLM J0555-57Ab orbita attorno alla compagna in circa 8 giorni terrestri e la sua massa, pur così limitata, è più che sufficiente per farne una buona stima utilizzando il metodo della spettroscopia Doppler. In parole molto semplici, la sua massa e la sua conseguente forza di gravità provocano cambiamenti nella posizione e nella velocità della compagna e questi dati aiutano a capirne meglio caratteristiche come la massa.

La massa di EBLM J0555-57Ab è talmente limitata che se fosse ancora inferiore non potrebbe sostenere la fusione nucleare e sarebbe diventata una nana bruna, sostanzialmente una stella fallita. Non a caso queste stelle piccolissime sono classificate come nane ultra-fredde.

La luce di una stella così piccola è talmente fioca che è difficile trovarne una molto distante dalla Terra ma anche con strumenti più potenti trovarne una più piccola sarà quasi impossibile. Per trovare esattamente i limiti tra stelle bisognerebbe scoprire nane brune poco meno massicce di EBLM J0555-57Ab, un’altra impresa davvero difficile dato che le nane ultra-fredde sono luminossissime al confronto delle nane brune.

I ricercatori dell’Università britannica di Cambridge che hanno scoperto la stella EBLM J0555-57Ab l’hanno paragonata a TRAPPIST-1, un’altra nana ultra-fredda. TRAPPIST-1 è molto studiata da quando sono stati scoperti pianeti attorno ad essa e tanto più dopo l’annuncio che in quel sistema ci sono ben 7 pianeti rocciosi.

TRAPPIST-1 ha dimensioni simili a quelle di Giove e una massa simile a quella di EBLM J0555-57Ab ma la loro situazione è molto diversa. TRAPPIST-1 è al centro di un suo sistema solare, EBLM J0555-57Ab orbita attorno a un’altra stella. Tuttavia, EBLM J0555-57Ab potrebbe avere a sua volta pianeti orbitanti attorno a essa.

Negli ultimi anni sempre più studi si stanno concentrando su stelle molto piccole alla ricerca di pianeti potenzialmente abitabili e questa tendenza è aumentata dopo le scoperte riguardanti il sistema di TRAPPIST-1. Lo studio di EBLM J0555-57Ab è reso più complesso dalla presenza di una compagna molto più grande ma ciò potrebbe renderla anche più interessante per nuove ricerche.

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