Missione CRS-12: la navicella spaziale SpaceX Dragon ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale

Il cargo spaziale Dragon catturato dal braccio robotico della Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)
Il cargo spaziale Dragon catturato dal braccio robotico della Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Dragon di SpaceX è stata catturata dal braccio robotico Canadarm2 della Stazione Spaziale Internazionale. Jack Fischer, assistito dal collega Paolo Nespoli, ha gestito l’operazione e ha cominciato a spostare la Dragon verso il punto d’attracco al modulo Harmony. Il cargo spaziale era partito lunedi scorso.

L’avvicinamento della navicella Dragon alla Stazione Spaziale Internazionale segue una procedura ormai diventata di routine che però rimane lunga e delicata. La sicurezza della Stazione è la priorità assoluta perciò ogni piccolo passo della Dragon viene controllato. Solo se tutto va bene nella posizione e nella velocità della navicella si procede con il passo successivo e in caso di problemi può essere abortita a ogni passo.

Domani l’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale aprirà il portello della navicella spaziale Dragon e comincerà a scaricare i contenuti. La Dragon rimarrà attraccata alla Stazione per alcune settimane. Nel corso del prossimo mese, una serie di esperimenti e altri oggetti da riportare sulla Terra verranno caricati su di essa, che è l’unica navicella cargo in grado di ritornare sulla Terra intatta.

La Dragon ripartirà dalla Stazione Spaziale Internazionale con il suo nuovo carico. La missione CRS-12 verrà completata con la discesa nell’Oceano Pacifico, al largo della California. Anche quest’ultima fase è importante perché varie analisi approfondite di campioni possono essere effettuate solo in laboratori specializzati sulla Terra.

Per SpaceX questo era l’ultimo utilizzo programmato di un cargo spaziale completamente nuovo. Secondo i piani dell’azienda in accordo con la NASA, nelle prossime missioni verrà utilizzata una Dragon che aveva già compiuto una missione. Il primo test di questo tipo è stato superato nella missione CRS-11.

La missione CRS-12 è importante per SpaceX anche perché è già la terza dell’anno e quindi nel 2017 l’azienda ha già compiuto il maggior numero di missioni di rifornimento in un anno. È anche la dodicesima, l’ultima prevista in origine dal contratto con la NASA successivamente esteso fino a un totale di 20 missioni. Il contratto è stato rinnovato nel 2016 per un’ulteriore serie di missioni di rifornimento da cominciare nel 2019 o 2020.

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