La navicella spaziale SpaceX Dragon è partita per la missione CRS-12 per conto della NASA

La navicella spaziale Dragon al decollo su un razzo Falcon 9 per inizizare la missione CRS-12 (Immagine cortesia SpaceX)
La navicella spaziale Dragon al decollo su un razzo Falcon 9 per inizizare la missione CRS-12 (Immagine cortesia SpaceX)

Poco fa la navicella spaziale SpaceX Dragon è partita su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral nella missione CRS-12 (Cargo Resupply Service 12), indicata anche come SpX-12. Dopo poco più di dieci minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Si tratta della dodicesima missione di invio della navicella spaziale Dragon alla Stazione Spaziale Internazionale con vari carichi con il successivo ritorno sulla Terra, anche in questo caso con vari carichi.

Il carico della navicella spaziale Dragon è di poco più di 2,9 tonnellate tra la sezione pressurizzata e quella non pressurizzata. Ci sono circa 220 kg di cibo e altri rifornimenti per l’equipaggio della Stazione spaziale Internazionale ma la maggior parte del carico è costituita da strumenti, hardware vario e altri materiali necessari a esperimenti e ricerche scientifiche condotti a bordo della Stazione.

Il componente più importante del carico è l’esperimento ISS-CREAM, una nuova versione degli strumenti della serie Cosmic-Ray Energetics and Mass (CREAM) usati negli anni scorsi per la ricerca sulla composizione dei raggi cosmici e per la misura della loro carica. Finora, gli strumenti venivano trasportati ad altitudini tra i 38 e i 40 chilometri da palloni aerostatici ma la nuova versione ISS-CREAM è stata costruita per essere installata sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Alle altitudini attorno ai 410 chilometri a cui è previsto che funzioni per 3 anni, l’esperimento ISS-CREAM sarà in grado di compiere le sue misurazioni dei raggi cosmici in maniera molto migliore. Senza la presenza dell’atmosfera terrestre, non ci sono ostacoli per i raggi cosmici perciò è previsto che le rilevazioni raggiungano un ordine di magnitudine più elevato rispetto agli esperimenti che hanno utilizzato palloni aerostatici.

A bordo del cargo spaziale Dragon c’è anche lo Spaceborne Computer, un supercomputer costruito da Hewlett Packard Enterprise (HPE) per sperimentare nuove soluzioni per i sistemi informatici della Stazione Spaziale Internazionale. Il problema è dato dal fatto che in orbita le apparecchiature elettroniche vengono colpite da radiazioni ionizzanti che interferiscono con il loro funzionamento.

Per questo motivo i computer devono essere prodotti appositamente tramite processi produttivi molto lunghi con la conseguenza che sono molto meno potenti di quelli sulla Terra. Le soluzioni implementate da HPE nello Spaceborne Computer dovrebbero permettere di avere anche nello spazio potenze di calcolo adeguate.

La navicella spaziale Dragon è ora in rotta verso la Stazione Spaziale Internazionale e tutto procede regolarmente. L’arrivo alla Stazione è previsto per mercoledi: alle 13 italiane circa la Dragon dovrebbe essere catturata dal braccio robotico della Stazione. Nel frattempo, il primo stadio del razzo vettore Falcon 9 è atterrato con successo a Cape Canaveral ma ormai quasi nessuno lo nota più.

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