Proxima Centauri ha almeno un grande anello di polvere

Concetto artistico del sistema di Proxima Centauri (Immagine ESO/M. Kornmesser)
Concetto artistico del sistema di Proxima Centauri (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive la scoperta di un anello di polvere fredda attorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al sistema solare. Un team di ricercatori guidato da Guillem Anglada dell’Instituto de Astrofísica de Andalucía (Csic) di Granada, in Spagna, ha usato il radiotelescopio ALMA per individuare quell’anello esteso per una distanza è tra una e quattro volte quella della Terra dal Sole. Potrebbe esserci anche un secondo anello, molto più lontano dalla sua stella, una situazione che fa pensare a un sistema solare complesso.

Proxima Centauri è nel nostro vicinato in termini astronomici, a circa 4,3 anni luce di distanza dalla Terra e molto vicina alla coppia di stelle di Alfa Centauri. Nell’agosto 2016 venne annunciata la scoperta di Proxima b, un esopianeta poco più grande della Terra che orbita nella fascia abitabile di Proxima Centauri. Quella scoperta ha stimolato ulteriori ricerche nella speranza di trovare altri pianeti, invece l’uso del radiotelescopio ALMA, inaugurato nel marzo 2013, ha permesso di scoprire almeno un anello di polvere.

Il paragone è con alcune formazioni del sistema solare come la fascia di asteroidi, la fascia di Kuiper e la polvere che genera la cosiddetta luce zodiacale ma la fascia attorno a Proxima Centauri sembra formato soprattutto di polvere per una massa totale stimata in un centesimo di quella della Terra. La sua temperatura è stimata attorno a -230° Celsius e da questo punto di vista è simile alla fascia di Kuiper del sistema solare dato che è scaldata da una nana rossa molto più piccola del Sole e anche molto più fredda.

Guillem Anglada ha sottolineato l’importanza di questa scoperta che, dopo quella del pianeta Proxima b, indica che c’è un sistema complesso, non un singolo pianeta, attorno alla stella più vicina al Sole. Ciò perché le fasce di polvere sono resti di materiali che non sono riusciti a formare un pianeta e si sono distrutti in collisioni che hanno prodotto polvere di seconda generazione. La polvere di prima generazione è quella del disco originale da cui si formano i sistemi solari.

Lo studio di una o più fasce attorno a un’altra stella può fornire indizi importanti sull’evoluzione di quel sistema solare. La presenza di Giove e Saturno generano instabilità nel nostro sistema solare rendendo impossibile la formazione di un pianeta tra Marte e Giove ma anche generando un’influenza gravitazionale che ha avuto un effetto sull’evoluzione degli oggetti nella fascia di Kuiper e la formazione di polvere in quell’area.

I dati raccolti suggeriscono che potrebbe esserci anche una seconda fascia di polvere attorno a Proxima Centauri a una distanza dalla stella circa dieci volte superiore alla prima. A quella distanza dalla piccola e fredda nana rossa, le temperature sono ancor più basse perciò le emissioni sono davvero flebili rendendo difficile stabilirne l’esistenza anche con uno strumento potente e sensibile come il radiotelescopio ALMA.

Se venisse confermata anche l’esistenza della seconda fascia di polvere, ciò indicherebbe che il sistema di Proxima Centauri ha una storia ricca di interazioni che hanno portato alla creazione delle due fasce. Ulteriori osservazioni potrebbero non solo fornire ulteriori dati per capire quante fasce vi siano ma anche le eventuali aree in cui probabilmente potrebbero orbitare uno o più pianeti ancora non scoperti.

In sostanza, lo studio delle fasce di polvere di Proxima Centauri è anche un modo indiretto per cercare altri pianeti. Guillem Anglada e il suo team intendono richiedere ulteriori osservazioni di durata maggiore con il radiotelescopio ALMA per ottenere maggiori dettagli su quel sistema. La ricerca è tutt’altro che finita!

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