Telescopi

I Pilastri della Creazione visti dal telescopio spaziale James Webb (Immagine NASA, ESA, CSA, STScI; J. DePasquale, A. Koekemoer, A. Pagan (STScI))

I cosiddetti Pilastri della Creazione sono stati ritratti in alcune tra le immagini iconiche catturate dal telescopio spaziale Hubble. Ora il telescopio spaziale James Webb ha ottenuto viste ancor più dettagliate di quell’area di formazione stellare che fa parte della Nebulosa Aquila. La sensibilità agli infrarossi di Webb è in grado di vedere anche all’interno delle nubi di polvere in cui ci sono stelle neonate e aree in cui stelle sono in fase di formazione. Ciò non solo ha permesso di ottenere fotografie ancor più spettacolari ma anche di fornire molte nuove informazioni utili a migliorare i modelli riguardanti la formazione stellare.

Il lampo gamma GRB221009A visto da Swift (Immagine NASA/Swift/A. Beardmore (University of Leicester)

Un lampo gamma da record è stato osservato grazie a una serie di telescopi spaziali e al suolo il 9 ottobre 2022. La rapidità del sistema di allerta globale esistente tra le organizzazioni astronomiche ha permesso di utilizzare parecchi strumenti per rilevare l’evento e le sue conseguenze nel corso dei giorni successivi. Catalogato come GRB221009A, è già stato definito il lampo gamma del secolo perché è stato molto potente anche per gli standard di questi eventi estremamente energetici. Potrebbe essere stato causato da una supernova che ha dato vita a un buco nero ma gli studi delle informazioni raccolte sono appena cominciati.

WR 140, la sua compagna e gli anelli attorno ad esse (Immagine NASA, ESA, CSA, STScI, JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta l’osservazione di ben 17 anelli di polvere attorno a WR 140, una cosiddetta stella di Wolf-Rayet che ha una compagna molto giovane e massiccia. Un team di ricercatori ha usato lo strumento MIRI del telescopio spaziale James Webb per studiare l’area attorno a questa coppia di stelle ottenendo risultati molto superiori a quelli di altri strumenti, che avevano individuato solo due anelli. Secondo i ricercatori, gli anelli vengono generati quando le due stelle sono più vicine e i loro venti stellari interagiscono violentemente causando la compressione del gas, che contiene anche elementi più pesanti dell’idrogeno e permette di formare polveri.

Concetto artistico di sistema con 5 esopianeti (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la conferma della presenza di 5 pianeti rocciosi nel sistema della stella HD 23472. Un team di ricercatori che ne include anche alcuni dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato lo spettrografo Espresso sul VLT dell’ESO per esaminare questi esopianeti per stimare le loro masse usando il metodo della velocità radiale. Le loro dimensioni erano già conosciute grazie ai dati raccolti dal telescopio spaziale TESS della NASA, che ne aveva osservato il passaggio di fronte alla loro stella. Il risultato dell’esame è che tre di quegli esopianeti sono super-Terre e due sono probabilmente super-Mercurio, rari casi caratterizzati da un nucleo di ferro più grande e in generale una notevole percentuale di ferro.

Nettuno, i suoi anelli e alcune lune visti dal telescopio spaziale James Webb (Immagine NASA, ESA, CSA, STScI. Elaborazione immagine: Joseph DePasquale (STScI))

Immagini di Nettuno catturate dal telescopio spaziale James Webb mostrano dettagli del pianeta e dei suoi anelli con una chiarezza paragonabile solo a quelle scattate nel 1989 dalla sonda spaziale Voyager 2 della NASA durante un passaggio ravvicinato al pianeta. Le osservazioni hanno permesso di catturare dettagli di molte tempeste esistenti nell’atmosfera di Nettuno, compresa la Grande Macchia Scura. Webb ha fotografato anche Tritone e sei delle lune più piccole.